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Glossario del Vizzero


  • Cacina /cascina: sottile fascia di legno regolabile per dar forma e far stagionare il formaggio.
  • Caciolino: valeriana selvatica. Specie erbacea che cresce (o meglio cresceva) nei terreni coltivati di freso ec destinati alla produzione del fieno. I caciolini erano raccolti per la loro prelibatezza . si mangiavano crudi in insalata spesso insieme al tarassaco.
  • Cai: sta per casa, ma in senso lato indica una borgata del paese (es. caiTodeschi , cai Santoni) se la borgata iniziava con una vocale era usato un sinonimo: es. casi Iacchino.
  • Calda : febbre di un animale; ho sentito usare questo termine anche nel senso di dare una sculacciata o percosse (se ti prendo, se non stai buono, ti fo una calda) .
  • Caldano: recipiente in metallo o terracotta in cui si mettevano le braci ardenti per scaldarsi nelle giornate più fredde. Per impedire una combustione troppo veloce vi si poneva sopra uno strato di bracia e si ricopriva il tutto con cenere.
  • Caliggine: fuliggine del camino, nero fumo. Mi è stato raccontato che in caso di slogature es. di una caviglia si fasciava l' arto con chiara d' uovo sbattuta e caliggine che avrebbe potere antinfiammatorio?!
  • Calocchio: ramo secco marcescente che cade a terra o che rimane attaccato al fusto.
  • Campano: oltre alla bronza, chi portava al pascolo le pecore in gran numero magari imbrancandole, usava anche il campano in ferro, che in base alle dimensioni produceva un suono diverso per tonalità. I pastori in base alla tonalità individuavano sempre, anche da lontano, il proprio branco
  • Canapo: corda robusta ,di canapa, per svariati usi agricoli.
  • Canicciata: quantità di castagne che stava in un caniccio, variava da caniccio a caniccio ma per seccare bene lo spessore doveva essere di circa 60 cm (almeno così ho sentito dire dai vecchi).
  • Caniccio: seccatoio per castagne, composto da un solo vano diviso, in altezza da un graticciato di carelle dove venivano collocate le castagne da seccare, nella parte inferiore si faceva un fuoco di "quarte" non stagionate; per seccare bene le castagne il fumo e il calore dovevano stazionare ad una certa altezza. Era anche un luogo di ritrovo serale in cui avveniva vita di società, e perché no, anche corteggiamento fra giovani!
  • Cannella: Mattarello per fare la spoglia (sfoglia).
  • Cantieri: nel dopoguerra per dare sollievo economico alle popolazioni delle aree depresse si organizzava un cantiere di lavoro Fanfani. Chi vi partecipava diceva vado al "cantieri" (e non cantiere) o più semplicemente al Fanfani. Questa forma di impiego delle popolazioni montane necessiterebbe un approfondimento sul carattere socio-economico e di difesa del territorio che al tempo ha avuto.
  • Capanna:grezzo fabbricato rurale usato per lo più come fienile, ma anche come rimessa di attrezzi ecc…
  • Carancole: fisime
  • Cardo: riccio di castagno ma anche scarlina o carlina.
  • Carella: in italiano arella; era il graticciato su cui si poggiavano le castagne o come si diceva la canicciata.
  • Caretta: (con una sola r!) carriola; era un attrezzo per piccoli movimenti di terra, e altri materiali sfusi, Realizzata in legno compresa la ruota cerchiata di ferro, con vasca a sezione triangolare.Il telaio in genere era di acacia (cascia) e la vasca in pioppo. Ne esisteva anche un tipo per donna con vasca più piccola!
  • Cascia: acacia.
  • Casetta: costruzione rurale per lo più composta di un solo vano, per portare all' "alpeggio" le pecore durante i periodi caldi quando la vita agreste del luogo si svolgeva nei campi più in alto del paese. Sempre costruita con materiali di risulta trovati in loco: sassi trovati nello scasso dei seminativi, coperta con travi non squadrati, e un orditura di piccoli travetti su cui venivano poggiate le piastre (sottili lastre di arenaria) Ormai ne esistono solo i ruderi. Io in passato ne ho vista qualcuna ancora agibile. Ciascuna prendeva il nome del proprietari o della famiglia che l' aveva costruita (quella della mia famiglia era detta casetta di Celestino, nome di battesimo di mio nonno, un' altra era detta dei Pinchi ).
  • Cassone: mobile che non mancava in nessuna casa! Cassa di legno con quattro brevi piedini, con coperchio, a forma di parallelepipedo, molto robusta di dimensioni variabili, (ne ho presente alcuni lunghi cm.140/150 larghi 60/65 e profondi 75/80) l'interno era diviso verticalmente in due parti detti occhi in cui si comprimeva la farina dolce ossia la sopravvivenza della famiglia per un anno intero. La farina pressata veniva "scalzata" con l'ascia curva (vedi voce).
  • Catino: oggi si direbbe zuppiera; tipico recipiente semisferico di legno in cui si impastava la farina dei necci.
  • Cavallo: sta si ad indicare il noto quadrupede, ma anche un attrezzo per trasportare per brevi tratti la legna più minuta, randelli o ramicci. È semplicemente la punta di una pianta biforcuta a Y il cui braccio più lungo corrispondeva a un po' meno all' altezza della persona che lo doveva usare, nella biforcazione si fissava una corta tavoletta e poggiato in terra il manico si riempiva di legna la forcella poi si sollevava appoggiandola alla spalla e si trasportava velocemente per brevi tratti il carico. Era usata soprattutto per "impiazzare" la legna dai carbonai.
  • Cavicchio: pezzo di legno corto più o meno lavorato per fissare fra loro due elementi di legno preventivamente forati.
  • Cenciaio: robivecchi; in genere ogni tanto passava per il paese il cenciaio che acquistava per poche lire stracci vecchi strumenti da cucina (paioli, pentole) ferraglia e pelli di coniglio.
  • Ceppa: parte che rimane dopo il taglio del fusto destinata a mettere nuovi polloni.
  • Ceppo: regalo natalizio.
  • Cercar Maria per avere: locuzione usata per avere informazioni o notizie raggirando il vero argomento.
  • Cercine: sorta di anello ricavato dall' ampio fazzoletto che portavano le donne che poggiato sulla testa permetteva di portare pesi in equilibrio. Ricordo anziane donne, che con il capo ben diritto sul collo, portavano legna da ardere o altri pesi anche notevoli, magari per una ripida salita e nel frattempo lavoravano a maglia camminando! Alla faccia delle modelle odierne che faticano a camminare in una palestra con un libro in testa.
  • Cipolla : sta ad indicare l' ortaggio ma anche le fenditure concentriche di un tronco, in particolare di castagno. Spesso accade (meglio accadeva) che venisse abbattuto un castagno per farne tavolame; una volta abbattuto potevano evidenziarsi fenditure circolari sugli anelli di accrescimento e ciò provoca sfaldamento delle eventuali assi, inutilizzabile come legname da lavoro. Questo difetto è causato dal vento che sottopone il tronco a torsioni longitudinali . I montanari vizzerensi abili ed esperti in alcuni casi riconoscevano la pianta cipollata già dalla corteccia, le cui venature anziché diritte, era torte (avvolte). In ogni caso per evitare sorprese e inutile fatica si ricorreva ed un espediente empirico ma valido: il tronco abbattuto veniva isolato dal terreno con due piccoli tronchi, poi mentre uno dei tagliatori percuoteva con un bastoncino il tronco dalla parte alta l' altro accostava l' orecchio dalla parte del piede ed in base al suono che emetteva capivano la compattezza del tronco. (Ho visto fare una sola volta questa operazione alla fine degli anni 50). Per il legname da lavoro si prediligevano i castagni cresciuti nelle fonde( v. voce) laddove il vento era meno impetuoso e la pianta per scarsità di sole, più lenta a crescere.
  • Chiavaccio: vecchio tipo di serratura un po' difficile da spiegare. Si compone di un robusto pezzo di ferro cilindrico piegato ad U. uno dei due bracci lungo 30/40 cm diritto va a infilarsi negli occhielli metallici infissi nella parte fissa della porta fermata dal puntello, mentre l' altro braccio è piegato ad angolo retto per circa 15 cm; alla fine è praticata un asola in cui si infila un perno che tramite un foro va all' interno della porta, girando la chiave la serratura blocca il perno .
  • Chiosina: chiavica, fogna rudimentale per lo più usata per convogliare le acque di superficie verso uno scolo naturale (fosso ecc.).
  • Cibè: giuoco dei ragazzi che consisteva nel far rotolare con l'aiuto di una bacchetta un sassolino più lontano possibile.
  • Cicerbita: erba selvatica leggermente acidula (lapazio?) .
  • Ciocca: sinonimo di ceppa ma la ciocca era destinata ad essere estirpata per farne legna da ardere soprattutto per seccare le castagne (termine usato anche nel significato di ciocca di capelli o di uva).
  • Ciocco: grosso pezzo di legno spesso contorto che si bruciava nel camino (spesso si diceva "chi ha un buon ciocco lo serbi a marzo" per indicare l'imprevedibilità del mese.
  • Cirmare: colpire qualcuno in modo da lasciare il segno (attento, ti tiro un sasso e ti cirmo in fronte).
  • Citerna: cisterna per raccolta acqua piovana.
  • Coccini: gioco femminile che consisteva nel raccogliere pezzi di stoviglie rotte o altri oggetti in disuso per giocare a fare le "mamme" .
  • Concime/concio: generalmente il concime era lo strame fresco letto o lettiera degli animali; messo a maturare nella concimaia diventava il concio con cui si ingrassavano i campi da erba o i seminativi.
  • Coppino: scaldino; per lo più in coccio ma anche ricavato da contenitori metallici di fortuna munito di manico semi circolare si appendeva nel prete o nella suora per riscaldare il letto.
  • Corbellina: contenitore cilindrico con fondo leggermente convesso fabbricato con i materi intrecciati e manico curvo ricavato da un talla (v. voce) conteneva circa 18 kg.
  • Corbellino: era come la corbellina, ma senza manico conteneva circa 36 kg.
  • Corbello: come i precedenti, senza manico, conteneva circa 48/50 kg; era l' unità di misura con cui si misuravano le castagne da seccare; la misura delle castagne fresche era fatta a colmo, la misura delle secche era a raso. Una volta restituita la quantità dei corbelli consegnati si procedeva alla suddivisione di quelle rimaste che variava da anno ad anno secondo la resa delle castagne cioè il "crescimento" (v. voce).
  • Cordonata: serie di piastroni (v. voce) posti verticalmente e sopraelevati rispetto al piano stradale, lungo le strade mulattiere in pendenza, per rallentare la velocità dell' acqua e farla defluire nelle cunette.
  • Cordone: come sopra ma di dimensione ridotta
  • Corno: corno di bovino opportunamente svuotato e munito di gancio da appendere alla cintura. Riempito di acqua serviva per tenere umida la cote per affilare la falce o il falcione.
  • Covata: si indicava una cucciolata di animali (pulcini, conigli, starne) ma anche un insieme ravvicinato di funghi.
  • Cozzata: colpo inferto da un animale con le corna.
  • Crescimento: quantità indefinita di castagne secche che si ridistribuiva dopo aver fatto la suddivisione fra i vari proprietari delle castagne, a secondo della resa annuale.
  • Cusso : si usava questo termine per indicare una persona avara o particolarmente legata a beni materiali.

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